La copertina del libro.

La copertina del libro.

TITOLO: Noi siamo tutto

TITOLO ORIGINALE: Everything everything

AUTORE: Nicola Yoon

CASA EDITRICE: Sperling & Kupfer

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2017

PREZZO: 17,90 euro

NUMERO DI PAGINE: 307

TRAMA: Madeline Whittier è allergica al mondo. Soffre infatti di un patologia tanto rara quanto nota, che non le permette di entrare in contatto con il mondo esterno. Per questo non esce di casa, non l’ha mai fatto in diciassette anni. Mai un respiro d’aria fresca, né un raggio di sole caldo sul viso. Le uniche persone che può frequentare sono sua madre e la sua infermiera, Carla. Finché, un giorno, un camion di una ditta di traslochi si ferma nella sua via. Madeline è alla finestra quando vede…lui. Il nuovo vicino. Alto, magro e vestito di nero dalla testa ai piedi: maglietta nera, jeans neri, scarpe da ginnastica nere e un berretto nero di maglia che gli nasconde completamente i capelli. Il suo nome è Olly. I loro sguardi si incrociano per un secondo. E anche se nella vita è impossibile prevedere sempre tutto, in quel secondo Madeline prevede che si innamorerà di lui. Anzi, ne è sicura. Come è quasi sicura che sarà un disastro. Perché, per la prima volta, quello che ha non le basta più. E per vivere anche solo un giorno perfetto è pronta a rischiare tutto.

RECENSIONE:

Ho scelto questo libro per la categoria “un libro che è diventato un film” della challenge proposta dalla biblioteca di Valdagno (VI) alla quale sto partecipando.

Amandla Stenberg e Anika Noni Rose (mamma di Madeline) in una scena del film.

Amandla Stenberg e Anika Noni Rose (mamma di Madeline)
in una scena del film.

Il libro racconta la storia di Madeline, una ragazza adolescente che da sempre è costretta a vivere rinchiusa tra le mura di casa. Non è mai uscita. Mai. Il motivo è semplice: è malata. Soffre infatti di una malattia tanto semplice a dirsi quanto rara. Si tratta dell’immunnodeficienza combinata grave, meglio nota come SCID (Severe Combined Immunodeficiency), che consiste in un’incapacità dell’organismo di sapersi difendere da qualsiasi agente infettivo. Qualsiasi batterio potrebbe ucciderla e, di conseguenza, è costretta a vivere in un ambiente completamente sterile e isolato. Ma questo non le impedisce di vivere una vita “normale” e di sentirsi come una qualsiasi altra adolescente, anche se la sua vita gira attorno ad una consolidata routine.

Tutto cambia quando nel quartiere dove abita si trasferisce una nuova famiglia, di cui fa parte anche un ragazzo introverso e misterioso di nome Olly.

Amandla Stenberg (Madeline) e Ana de la Reguera (Carla) in una scena del film.

Amandla Stenberg (Madeline) e Ana de la Reguera (Carla)
in una scena del film.

Appena lo vede, Madeline capisce che quello che ha non le basta più. Vuole di più. Vuole poter uscire e respirare l’aria fresca, vuole non aver paura di tutto ciò che la circonda, vuole poter passare dei momenti con delle persone diverse da sua madre e dalla sua infermiera Carla, vuole poter stringere la mano di Olly, parlare con lui…

Inizia così una corrispondenza, tramite email, con Olly e un poco alla volta i due imparano a conoscersi e… non voglio svelarvi di più!

Madeline (Amandla Rtenberg) e Olly (Nick Robinson) in una scena del film.

Madeline (Amandla Rtenberg) e Olly (Nick Robinson)
in una scena del film.

Il libro l’ho trovato carino, anche se mi aspettavo di più, soprattutto dopo aver assistito a tutto il polverone mediatico che ha scatenato tra gli adolescenti di tutto il mondo.

Non mi sono piaciute soprattutto le molte analogie che ho scovato con il libro Colpa delle stelle, il capolavoro di John Green che ho amato alla follia (credo di aver pianto tutte le mie lacrime sia col libro che col film!). Vi lascio sotto i link ai trailer di entrambi i film, così li potete confrontare voi stessi.

Inoltre, ho trovato eccessive le parti illustrative presenti nel libro. Molte, infatti, sono composte da disegni e grafici che rendono la lettura più scorrevole e leggera, ma allo stesso tempo riempiono pagine e pagine (pagare più di 17 euro per un libro scritto solo a metà mi sembra eccessivo!).

Una scena del film tratto dal romanzo.

Una scena del film tratto dal romanzo.

Un’altra cosa che ho trovato assurda è stata l’impostazione di tutta la storia. Mi piaceva molto l’idea di partenza (un amore giovanile sofferto che deve superare degli ostacoli per poter avere una possibilità), ma ho trovato davvero assurdo e senza senso il finale.

Secondo me, il tutto si poteva sviluppare meglio. Sembra quasi che l’autrice abbia voluto ostentare un lieto fine, per non lasciare i lettori con l’amaro in bocca.

Fatemi sapere se anche voi la pensate come me e quali sono, in caso contrario, le vostre opinioni con un commento qui sotto o sui nostri social.

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VOTO:

 

Noi siamo tutto – trailer del film

Colpa delle stelle – trailer del film