La copertina del libro.

TITOLO: Non ho tempo per amarti

AUTORE: Anna Premoli

CASA EDITRICE: Newton Compton editori

NUMERO PAGINE: 315 pagine

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2018

PREZZO: 10,00

TRAMA: Julie Morgan scrive romanzi d’amore ambientati nell’Ottocento. Di quell’epoca ama qualsiasi cosa: i vestiti lunghi, gli uomini eleganti, le storie romantiche che nascono grazie a un gioco di sguardi o al semplice sfiorarsi delle mani… L’unica cosa che salva del mondo di oggi è lo shopping online, che le permette di non mettere il naso fuori dal suo amatissimo e solitamente silenzioso appartamento. Almeno finché – proprio al piano di sopra – non arriva un misterioso inquilino: un ragazzo strano, molto giovane e vestito in un modo che a Julie fa storcere il naso. È davvero un bene che lei sia da sempre alla ricerca di un uomo d’altri tempi, perché il suo vicino, decisamente troppo moderno, potrebbe rivelarsi ben più simpatico di quanto avrebbe mai potuto sospettare…

INTRECCIO: ★★★★

L’incontro tra i due avviene in modo turbolento, in quanto lei è intenta a scrivere al computer una scena per il suo nuovo romanzo in stile Jane Austen e all’improvviso sente un rumore provenire dal piano di sopra, dove si trova un attico. Terrence, il suo nuovo inquilino, a quanto sente è decisamente un musicista. Lei decide quindi di presentarsi, così da poter anche chiedergli cordialmente di fare meno rumore. Alla fine, naturalmente, arrivano ad una tregue e decidono degli orari in cui lui può fare le sue prove  e lei può scrivere. Niente di troppo romantico. E non sarebbe questo il male, anzi. Solo che non succede nulla di granché romantico o sorprendente neanche per tutto il resto del romanzo, che non aggiunge niente di nuovo al genere rosa.

Il tema principale su cui si fonda il romanzo è quello delle differenze generazionali. I due protagonisti, infatti, hanno 11 anni di differenza (è Julie ad essere più vecchia) e questo fatto crea non pochi problemi alla coppia. La nostra protagonista, infatti, ha delle difficoltà a lasciarsi andare e ad esprimere le proprie emozioni proprio perché teme molto il giudizio delle persone che la assocerebbe ad un’attempata signora in cerca di un toy boy. Anche sua mamma le dice che il suo è un colpo di testa e di tornare in sé, perché non può correre dietro ad un ragazzino.  Terrence, invece, non interessa minimamente il giudizio delle altre persone, ma solo il suo punto di vista: se lui sta bene con se stesso il resto non conta. E un po’ alla volta riesce a farsi strada verso il cuore di Julie con dei piccoli gesti e delle piccole attenzioni. Ma soprattutto diventandole amico e imparando a conoscerla un po’ alla volta. Fa in modo che lei si senta al sicuro e si fidi di lui un passo alla volta.

L’unica cosa che non mi è proprio piaciuta sono i continui, e a mio parere inutili ai fini della storia, riferimenti ed insulti della protagonista al governo Trump. Penso che ci siano tanti modi per far sentire il proprio sdegno in campo politico, e farlo attraverso le voci dei personaggi di un romanzo d’amore non è certo uno di questi, specialmente se tali critiche non contribuiscono minimamente allo svolgimento della storia.

Anna Premoli

L’autrice del libro Anna Premoli.

DIALOGHI: ★★★★

Come tutti gli amanti dei libri della Premoli sanno, i dialoghi sono il punto forte delle sue storie. Occupano gran parte delle pagine del romanzo, rendendolo scorrevole e leggero, ma in modo intelligente.  Se dovessi proprio scegliere qual è stato il dialogo che più mi è piaciuto del romanzo, di sicuro non potrei non citare lo scambio di battute tra Terrence e Julie, la quale se ne esce con esclamazioni del calibro di: “Santo guacamole!”; o ancora: “Madre di tutti gli unicorni!”. Queste espressioni mi hanno fatto davvero ridere un sacco e sono sicuramente quelle che più mi sono rimaste impresse.

DESCRIZIONI: ★★★★

Le descrizioni sono poche, si potrebbe quasi dire che non ce ne sono affatto, se non quelle che si dimostrano essere strettamente necessarie ai fini della narrazione. Non aspettatevi quindi delle lunghe e dettagliate descrizioni alla Tolkien. Personalmente, è una cosa che apprezzo molto, perché l’attenzione si sposta sui personaggi, che sono il vero fulcro di un romanzo d’amore.

COLPI DI SCENA: ★★★

Come già accennato nella sezione riguardante l’intreccio, i colpi di scena scarseggiano. La storia dei nostri due innamorati segue il più classico dei copioni delle storie d’amore. Inutile dire che l'”e vissero per sempre felici e contenti” è dietro l’angolo e si percepisce fin dalle prime pagine; però, in fondo, è questo ciò che rende belli i romanzi d’amore. Il lettore sa già che, comunque vadano le cose, alla fine tutto si risolverà per il meglio. A voi non piace essere avvolti da questa sensazione di sicurezza?
Anche se indubbiamente qualche sorpresa qua e là lo avrebbe distinto dalla folta massa di romanzi rosa presenti sul mercato. Senza infamia né lode, insomma.

PERSONAGGI: ★★★★

I nostri due protagonisti, Terrence Graham e Julie Morgan, sulla carta non potrebbero essere più diversi di così: lui  una giovane rockstar che sta vivendo il suo momento d’oro scalando le classifiche mondiali della scena musicale internazionale ed è al centro dell’attenzione di tutti i tabloid, lei una sarcastica e diffidente scrittrice di romanzi rosa ambientati nell’Inghilterra dell’800 durante il periodo Regency.
Julie, tra l’altro, è un personaggio già noto ai fan della Premoli, infatti era già apparsa nel romanzo È solo una storia d’amore che vedeva invece protagonisti Aidan e Laurel (una delle migliori amiche di Julie). Le loro personalità sono agli antipodi, eppure qualcosa tra di loro scatta ogni volta che i loro sguardi si incontrano. C’è complicità tra di loro e non riescono, nonostante tutti gli sforzi da parte di Julie, a stare lontani.

CITAZIONE PREFERITA: ★★★★★

“Quello che ho imparato stando insieme a Terrence, in questo anno, è che le differenze tra le persone esistono in ogni coppia. Possono essere professionali, sociali, generazionali. L’importante non è tanto quanto si è diversi, quanto l’insieme delle cose che si hanno in comune. è dalla semplicità che bisogna partire, sempre.”

CURIOSITÀ : ★★★★★

Alla fine del romanzo potete trovare una playlist che ha messo insieme l’autrice unendo le canzoni che hanno fanno da sfondo alla stesura del romanzo e che possono aiutare il lettore durante la lettura, perché ben si accompagnano all’atmosfera e all’intreccio. Di tutte queste canzoni, la mia preferita è sicuramente Anywhere but here dei Safety Suits che è quella che, verso la fine del romanzo, Terrence dedica a Julie durante uno dei suoi concerti al Madison Square Garden di New York. Non voglio svelarvi nient’altro, ma posso assicurarvi che questi due vi faranno emozionare!

VOTO: