La copertina del libro.

La copertina del libro.

TITOLO: Strike in amore

AUTORE: Kate Stewart

EDITORE: Triskell Edizioni

PAGINE: 326

PREZZO: 6,99 euro

TRAMA: April è una supereroina dei nostri tempi: di giorno zia instancabile di un’armata di nipotini e di notte centralinista del 911 di Charleston, pronta a gestire le più disparate emergenze. Si è appena lasciata alle spalle una relazione durata quindici anni e, in occasione dell’organizzazione del matrimonio della sua migliore amica Alice, non si sarebbe mai aspettata di trovarsi a ballare con l’uomo più sbronzo, ma anche più bello e sincero, che abbia mai incontrato, l’ex giocatore di baseball Andrew Pratch.

Durante il loro primo, rocambolesco e singolare incontro, lui le strappa un ballo e una promessa: dovrà donare quel suo cuore così grande solo a un uomo che davvero lo meriti…

RECENSIONE:

Se qualche tempo avete apprezzato Verso la base di Kate Stewart, avrete sicuramente piacere di leggere qualcosa sul secondo libro della saga Balls in play.

I nostri protagonisti sono Andrew Pratch, miglior amico di Rafe, e April Turner, amica di Alice.

La scrittura utilizzata non è poi diversa dal primo libro: veramente veloce da leggere e per niente impegnativa, con descrizioni ridotte al limite ultimo della semplicità. Secondo me questo penalizza un po’ la storia, perché va bene non riempire il lettore di mille dettagli inutili, ma nemmeno dare il quadro minimo indispensabile per orientarsi.

Ad ogni modo, in questo secondo libro non troviamo dei personaggi ridicoli e senza personalità (nel primo libro, al contrario, avevo trovato Rafe pesante e monotono). Ci vengono presentati due protagonisti influenzati dalle loro storie passate e, per questo, delusi dall’amore e spaventati all’idea di rimettersi in gioco.

La storia generale non ha dei veri colpi di scena e nemmeno momenti di suspense dove il lettore non sa cosa aspettarsi: è una storia d’amore come tante altre. Sicuramente è meno ridicola di quella presentata dal primo libro della saga, perché qui i protagonisti, quasi trentenni, si comportano in maniera adeguata alla loro età (quasi sempre).

Una cosa che ho trovato carina è che alla fine di molti capitoli la scrittrice ci lascia con degli aforismi sul baseball. Non una trovata eclatante, lo so, ma l’ho apprezzata.

Il libro, rispetto al suo predecessore, sarà anche migliorato in molti aspetti, ma non mi sento comunque di dargli un voto diverso da questo:

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